Chi comincia male, finisce peggio.

Dove sono?” sì, sono in piazza Verdi, ma cosa ci faccio qui? Ora ricordo, devo incontrarmi con gli altri… dobbiamo andare a ballare in una discoteca. Sono raffreddato, mi servono dei fazzoletti. Eccolo, lì c’è un tabacchino, ci sto andando.
“Mi dai un pacco di fazzoletti?” – esco la 5 € per pagare.
“No mi spiace, non ho il resto” – mi risponde il tabaccaio.
“No dai, non puoi farmi questo” – io mentre pensavo al mio raffreddore.
“Mi spiace” – ancora il tabaccaio.

Vabbe’, ne scroccherò qualcuno. Intanto raggiungo i miei amici al “cicchettaro”. Il “cicchettaro” è un locale strano, ci si va lì solo per farsi cicchetti da un euro. A terra è sempre sporco, forse non puliscono mai, è sempre appiccicoso, la luce è fioca, crea un’atmosfera strana. Ci prendiamo da bere, un giro lo pago io, altri due lo pagano i miei amici, la serata era appena iniziata.

Siamo pronti per partire, ci mettiamo in macchina e ci avviamo verso la discoteca. Sembra una serata “normale”.
Arriviamo, ci prepariamo ad entrare. Il buttafuori ci dice che la nostra tessera ARCI deve essere rinnovata, costo aggiuntivo 3€. Lo facciamo, ormai eravamo in gioco, tirarci in dietro sarebbe stati da stupidi; e invece la stupidaggine fu proprio prendere questa decisione.
Ci fanno il rinnovo e ci chiedono 10€ per l’entrata, ovviamente solo ai maschi, per le donne la serata era gratis (ovviamente?!?). Entriamo… mi guardo attorno, da fuori la musica si sentiva altissima, ma dentro, sì dentro, c’era meno gente di quanta ce ne era in fila. Sono basito, dove cazzo siamo finiti?

Passa circa mezz’ora, ancora non arriva nessuno. Inizio a rompermi, voglio andare via. Ci avviciniamo all’uscita, il buttafuori ci vieta di uscire:
Non si può uscire prima dell’1” – queste le sue parole, aveva uno strano accento russo, ci allarga le braccia e ci chiude la strada.
“Come no, ma questo è sequestro di persona” – con una briciola di coraggio, cerco di contrastare quella belva da 140 chili.
“Non si può uscire prima dell’1” – ripete di nuovo, come fosse una macchina istruita a dire poche frasi. Vabbe’, mancavano 20 minuti, “non facciamo casino” – dico agli altri – “torniamo dentro“.

Finalmente arriva l’una, finalmente potevamo uscire. Eppure in quei 20 minuti era arrivata delle gente, decidemmo di aspettare ancora un po’.
Mi arriva una telefonata, un amico che aveva optato per un altro locale mi chiama per sapere dove eravamo andati. Lui si sta divertendo, noi no. Gli dico il nome del locale dove eravamo andati, lui incredulo mi risponde – “Ma come non lo sai? il venerdì lì è serata fattoni!” – come???? ma dai non ci credo… tengo la cosa per me, non dico nulla agli altri. Restammo lì.

Passa circa un’ora, sono più o meno le 2, finalmente il locale è pieno, ma c’è qualcosa che non va. Giah, sono tutti fatti, chi sotto pasticca, chi sotto acidi. Sono tutti nel loro mondo, mi trovo a disagio; provo quasi compassione per loro, specialmente quando vado in bagno e trovo un paio di ragazzi che stavano proprio male: uno completamente immobile, con le spalle a muro e con lo sguardo perso nel vuoto, è rimasto lì tutto il tempo; l’altro invece era così “preso” che non riusciva a stare fermo, si muoveva in continuazione, era così “euforico” che ad un certo punto, con tutto il fiato che aveva in corpo, ha tirato fuori un gran urlo, tipo tifo da stadio, peccato che eravamo in un bagno 3×4 e la gente non aveva maglie o sciarpe colorate. Mi dispiacque, specialmente per il primo tizio, era ridotto davvero male. Come ci si fa a ridurre in quello stato, cosa spinge questi ragazzi a diventare dei vegetali provando piacere? Non li capisco.

Torno in pista, uno dei miei amici mi invita a prendere una birra, accetto. Andiamo al bancone, in quei 10 metri di strada continuo a guardarmi intorno, continuo a vedere gente totalmente fuori. Uno schifo totale, in questo locale non ci tornerò più.
Beviamo e poi usciamo fuori a fumare una sigaretta. Ormai la serata era compromessa, non mi stavo divertendo per niente, volevo andare via. Inizio a proporlo a tutti, gli altri non sembrano molto d’accordo, specialmente le ragazze che non avevano ancora capito in che razza di posto eravamo finiti. Insisto, ma non mi danno più retta.
Finalmente dopo circa mezz’ora riescono ad aprire gli occhi, non so se è stato il tizio che è venuto da noi a chiedere se avevamo dell’MD o quell’altro che ha rotto un bicchiere scaraventandolo a terra proprio a 2 metri da noi. Sembrava comunque che anche a loro era passata la voglia di divertirsi. Usciamo.

Ci mettiamo in macchina, partiamo, il piano era tornare a casa per improvvisare uno spaghetto “aglio, olio e peperoncino”; bello, mi piacciono queste cose…

Mark, l’amico con cui avevo preso da bere, mette in moto l’auto. Ci avviamo pian piano cercando di fare dei commenti più o meno costruttivi sulla serata e sul locale; a chi più e a chi meno, la serata era comunque piaciuta. Mah..

Facciamo 100 metri, giriamo l’angolo. Cacchio, c’è la polizia. Ci fermano, ma per fortuna siamo «Ok». In realtà non c’era solo la polizia a fermare le auto, c’era anche l’esercito. Era un tipico scenario da guerra, sembrava di essere in Iraq dove i militari organizzano posti di blocco per assicurare la sicurezza ai cittadini, mai visto una cosa del genere.

Si avvicinano in 5, tutti con una torcia lunghissima in mano, ci guardano, ci studiano, illuminano tutti gli interni dell’auto, come se cercassero qualcosa. Se ne avvicina un altro, questo in mano non ha un torcia, ma un aggeggio strano. Si avvicina a Mark e gli dice:
“Soffi qui.” – era una specie di alcol test. Mark soffia e… cazzo, il coso ha segnato “arancione”, il tizio chiede al mio amico se avesse bevuto qualcosa, lui (diventato bianco dal terrore) si ricorda della birra bevuta meno di un’ora prima e gli risponde dicendogli la verità, cercando anche di fargli notare che le sue condizioni “psico-fisiche” erano del tutto normali. Il militare non vuole sapere storie, lo invita ad entrare nella camionetta della polizia, lì c’è la “vera” macchina per l’alcol test. Cacchio, di colpo iniziai a capire che eravamo nei guai.

Gli hanno fatto il test, ma non sappiamo come è andato, abbiamo visto solo che ha soffiato in un tubo. Ora stanno parlando, parlano… parlano.. parlano. Lui non fa neanche un cenno dalla nostra parte, sembra preoccupato. Noi restiamo in silenzio, aspettiamo tutti che venga a dirci “Tutto ok, possiamo entrare”.

Dopo 5 minuti si avvicina, torna in auto. È spaventato, troppo!. Ci sono dei problemi…
Leo, vieni con me” – mi fa. Ma che vuole da me ora?, esco e mi porta nella camionetta.
Sono positivo all’alcol test, il risultato è 0.72, provalo te: se sei negativo porti tu l’auto ed evitiamo che venga il carro attrezzi” – gli rispondo “Ok, proviamo.“. Mi danno un bocchino sigillato e mi ci fanno soffiare dentro. Soffio, soffio, soffio. Sto per svenire, mi hanno fatto soffiare per quasi un minuto. “Ok, basta così” mi fa il poliziotto che mi porse il bocchino pochi secondi prima. Aspettiamo ansiosi alcuni momenti in un silenzio imbarazzante, come facevamo a convincere i “tutori della legge” che aveva bevuto solo una birra? come potevano crederci?. Eccolo, arriva il risultato: “0.48”, che culo!
Te sei lì – lì” – mi fa il tizio. Ero OK, ci invitano ad uscire fuori, rifaranno il test a Mark fra qualche minuto. Aspettiamo e iniziamo a parlare, ero sorpreso della differenza del mio risultato mio con quello di Mark. Glielo chiedo, lui mi risponde che ha fatto qualche sorso dalla birra della ragazza 10 minuti prima che decidessimo di andare via. – “Porca miseria” – penso- “qui siamo nei guai per due gocce di birra, mentre in quel locale sono tutti fatti!!!” Ero incredulo.

Passano più o meno 5 minuti e richiamano Mark per rifare il test. Niente, purtroppo risulta nuovamente positivo. Gli inflessibili agenti preparano il foglio, spiegano al mio amico cosa gli aspetta “sequestro della patente per un periodo di tempo non molto chiaro neanche a loro, udienza in tribunale (penale!), sanzione fra i 500 e i 2000€”. O mio dio, stava dicendo tutte quelle cose senza neanche accorgersi di quanto fossero gravi rapportate alla quantità di alcol che avevamo assimilato!. Finiscono con lui e passano a me: “Da ora sei il responsabile legale dell’auto e dei suoi passeggeri. Andate a casa e non fate altre cazzate stasera.” Mi veniva da rispondere “quali cazzate scusi?“, ma non l’ho fatto. Avrei voluto fargli capire di quanto sia stupida questa cosa, una birra schifosa ci è costato caro, ma compresi subito che in realtà loro non avessero alcuna colpa, erano solo delle semplici persone che, oltre a rispettare la legge (come qualsiasi altro cittadino), dovevano anche farla rispettare per lavoro, il problema non erano loro, no… era la legge in sè. Ci rimettiamo in auto, questa volta sono io alla guida. Ci avviamo verso casa, eravamo sconvolti. E non avevamo più fame.

5 pensieri su “Chi comincia male, finisce peggio.

  1. Pensa che vogliono portarlo a 0.2 il limite. Poi la multa e la “condanna” vanno in rapporto a quanto sfori il limite (e in base a quanto gli gira al giudice), con il limite a 0.2 sei letteralmente fritto.

  2. Sono senza parole….
    E questo sarebbe il modo di difendere la popolazione? Che poi diciamocelo chiaro chiaro, l’esercito fa solo casino per strada e spaventa. Dove può stare la fiducia nelle istituzioni se ogni volta che si avvicinano ti mettono solo nei guai?

    Un abbraccio Leo. Ma forte forte forte.

  3. pensa che ho letto il tuo post e mi hai talmente colpito che ieri sera in pizzeria ho preso solo acqua… certo mi ha guardato un po storto chi era con me, ma alla maccina e alla patente ci tengo =)

    ps le solite leggi italiane.. w il nostro paese =)

  4. Esperienza di un amico di pochi mesi fa:
    Risultato positivo all’alcool-test con valore 0.82, (se non sbaglio il secondo livello di sanzioni parte da 0.8, pensa che culo….),
    ritiro della patente per 3 mesi, detenzione di circa 30 giorni convertita in 1600€ di multa, fedina penale sporcata con l’accusa di guida in stato di ebbrezza per 5 anni, obbligo di sottoporsi alle analisi del sangue per non so quanto tempo…e mentre scrivo penso ai nostri onorevoli che per tenerlo su tirano come una Folletto. Ma sono sicuro che poi dal motel tornano a casa coi mezzi pubblici…

  5. il Mark a cui fa riferimento l’articolo sono io…
    beh.. ragazzi è andata cosi… nulla da fare, e ora che sono passati 10gg da quella brutta serata sapete cosa ho scoperto ??? NULLAAA !!! non so x quanto mi hanno ritirato la patente, non ho ricevuto notizie dal prefetto… nulla di nulla.
    Staremo a vedere

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