Libertà intellettuale, passate parola…

  • La libertà intellettuale è una libertà fondamentale dell’individuo, è irrinunciabile ed è il vero motore per l’innovazione.
  • La proprietà intellettuale non esiste, il termine giusto per indicare i diritti quali diritto di edizione (copyright), marchi, brevetti e simili è “limitazioni al diritto di libertà intellettuale”.
  • La pirateria del software, musicale, cinematografica etc non esiste: si tratta solamente di “copia non autorizzata”.
  • Le leggi che oggi disciplinano le limitazioni alla libertà intellettuale vanno profondamente cambiate, riscritte perché sono anacronistiche e stanno ponendo forti vincoli alla divulgazione della cultura, alla ricerca scientifica e alla vera innovazione.
  • Nel XXI secolo è discutibile se debbano permanere diritti di limitazione della libertà intellettuale. In ogni caso tali limitazioni devono durare al massimo qualche anno.

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Questi i principi della libertà intellettuale, ovvero il “diritto di poter liberamente comunicare la propria conoscenza ad altri”. Giah, la conoscenza!… Se io conosco il modo migliore per fare una “cosa”, potrei (dovrei!) comunicarlo a qualcun altro; in questo modo, l’indomani, saremo già in due a fare meglio quella “cosa”. Se “l’altro” è d’accordo con me, egli potrà comunicare (“distribuire”) la mia idea ad altri. In pochi attimi, la mia conoscenza si moltiplicherà naturalmente, così velocemente che sarà diffusa in tutto il globo; da questo mio sapere qualcuno potrà trovare nuove soluzioni migliori, a sua volta potrà diffondere nuovamente le sue idee e farle librare nell’IT in modo che tutti possano usufruire della sua scoperta.

È il ciclo della libera conoscenza, un ciclo senza fine; ed è il modo giusto di agire, l’unico modo per portare innovazione in tutti i campi. Pensate semplicemente a Newton (o a qualsiasi altro “libero” scienziato): essi hanno divulgato le proprie scoperte liberamente, hanno permesso ad altri in studiarle e impararle; non hanno fermato l’evoluzione scientifica!

Perché con il software è diverso? Perché è possibile brevettare le proprie scoperte? Giah, perché di scoperte si tratta! Il software non si inventa, si scopre… Se riesco a “trovare” un modo migliore per fare un algoritmo (in generale, qualsiasi cosa) non posso poi dire di averlo inventato io, ma solo di esser stato più veloce (o più scaltro) di altri nel trovarlo. Esso era lì, bastava solo pensarci. Vedi Newton (di nuovo!), lui non ha inventato la forza di gravità, l’ha scoperta… era sempre lì, davanti ai suoi occhi, bisognava solo capire come funzionasse.

Chiunque, quindi, scrivi software e decida di non rilasciare i sorgenti non è un degno sviluppatore, bisognerebbe umiliarlo poiché costui non è interessato né al saper comune, né tanto meno alla libera ricerca di un mondo migliore. Sarà l’unico a conoscere ciò che ha scoperto e, come un pirata (poiché i veri pirati sono loro!) di vecchio stampo, seppellirà “il suo sapere” in una zona sperduta del mondo, senza dare la minima possibilità ad altri di apprenderne le capacità. Questa gente non ci vuole bene, non sono persone “buone di cuore”, a loro non importa di noi, ma solo del loro “tesoro”.

Per rispondere, in definitiva, a una domanda posta da uno sviluppatore opensource (avete capito bene OPENSOURCE, uno di quelli che dovrebbe scrivere software spinto da queste auliche ragioni, e no scrivere solo per soddisfare il proprio ego leggendo il proprio nome in qualche changelog):

“davvero? davvero il danno del software non-open è assimilabile a un evento traumatizzante e violento e brutale — se non addirittura mortale?”

la mia risposta è Sì.

No divulgazione = no crescita intellettuale, no evoluzione = no vita futura.

Leo.

3 pensieri su “Libertà intellettuale, passate parola…

  1. mi sa ke ti stai giocando il cervello con queste pippe mentali, ke poi di suo il software non ha valore , ma glielo diamo lo stesso mentre lo togliamo alle persone

  2. Anche Poesia e Musica di per loro non hanno valore.. sono solo parole e segni scritti su pezzi di carta. Eppure quando qualcuno le legge o le esegue su qualche strumento musicale esse ci arrivano dritte al cuore, imprimendo in noi un timbro particolare che ci legherà per sempre a quella determinata melodia o a quei particolari versi.

    Scommetto che quando dimostri importanza per una canzone, non tiri in ballo il “genere umano”.

    E poi… senza offesa, ma che messaggio “semplicistico” il tuo… della serie “Frasi fatte!”.

    PPS: è bello poi chiacchierare in completo anonimato vero? ;)

  3. Eh, purtroppo m’e8 ttcacoo partire da Malpensa con Easyjet. 1 ora di ritardo all’andata e 1,5 al ritorno. Certo che c’e8 una bella differenza con l’aeoporto di amsterdam. Li tutto bello, funzionale, pulito, da noi invece sembra di tornare in un paese da terzo mondo (e8 siamo in Lombardia!) Quando arrivate a AMS, basta seguire le indicazioni train e poi scendere con le scale mobili al binario per Amsterdam. A proposito se state pif9 giorni in Olanda vi consiglio di fare una puntatina a Utrecht (45 minuti dall’aeroporto in treno).

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